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	<title>Bepe Pastrello &#187; Castelfranco Veneto</title>
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		<title>Bepe Pastrello a Colle Umberto</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Sep 2013 11:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Alberto de Bastiani]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Anche Bepe Pastrello &#8220;partecipa&#8221; al Festival Internazionale del Teatro di Figura di Colle Umberto, ormai giusto alla sua 14esima edizione. Mercoledì 4 settembre ci sarà un&#8217;anteprima speciale per far conoscere ai cittadini di Castelfranco Veneto questa importante esperienza cha da molti anni dà forma alle idee dei bambini. Alle ore 21.00, presso la piazzetta Guidolin, [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.bepepastrello.it/bepe-pastrello-a-colle-umberto/">Bepe Pastrello a Colle Umberto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.bepepastrello.it">Bepe Pastrello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Anche Bepe Pastrello &#8220;partecipa&#8221; al <strong>Festival Internazionale del Teatro di Figura di <a href="http://www.comune.colle-umberto.tv.it/comune_info/manifestazioni_burattini.asp">Colle Umberto</a></strong>, ormai giusto alla sua 14esima edizione.</p>
<p>Mercoledì 4 settembre ci sarà un&#8217;anteprima speciale per far conoscere ai cittadini di Castelfranco Veneto questa importante esperienza cha da molti anni dà forma alle idee dei bambini. Alle ore 21.00, presso la piazzetta Guidolin, la compagnia Alberto de Bastiani presenterà <strong><em>Il segreto di Arlecchino e Pulcinella</em></strong>.</p>
<p>Dopodiché vi aspettiamo numerosi sabato 7 settembre, alle ore 10.30, presso la Biblioteca di Colle Umberto per l&#8217;incontro-conferenza <strong><em>Burattini e Marionette ieri e oggi</em></strong>, con storici ed esperti del settore. Parteciperanno anche Danila Dal Pos ed Elia Zardo del gruppo Baracca &amp; Burattini, che parleranno del progetto <strong><em>Bepe Pastrello. L’arte dei burattini a Castelfranco Veneto</em></strong>.</p>
<p><img class="aligncenter size-large wp-image-1143" alt="4_settembre_burattini" src="http://www.bepepastrello.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/09/4_settembre_burattini-703x999.jpg" width="703" height="999" /></p>
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		<title>Buon compleanno Bepe!</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Jul 2013 13:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Bepe Pastrello]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Buon compleanno Bepe! Nonostante sia scomparso 22 ani fa, il burattinaio Bepe Pastrello è una figura ancora presente nella memoria di molti cittadini di Castelfranco Veneto. Soprattutto per le generazioni che hanno potuto vederlo all&#8217;opera, con la sua bici e il teatrino errante, oppure nelle scuole, dove allestiva gli spettacoli dei burattini per scopi didattici. [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.bepepastrello.it/buon-compleanno-bepe/">Buon compleanno Bepe!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.bepepastrello.it">Bepe Pastrello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Buon compleanno Bepe!</strong></p>
<p>Nonostante sia scomparso 22 ani fa, <strong>il burattinaio Bepe Pastrello è una figura ancora presente nella memoria di molti cittadini di Castelfranco Veneto</strong>. Soprattutto per le generazioni che hanno potuto vederlo all&#8217;opera, con la sua bici e il teatrino errante, oppure nelle scuole, dove allestiva gli spettacoli dei burattini per scopi didattici.</p>
<p>Se lo ricordano anche coloro che negli anni sono entrati in possesso delle sue opere – burattini, statue, quadri, ecc&#8230; – acquistandole o ricevendole in dono.</p>
<p>Ma per quanti lo ricordano, ce ne sono altrettanti – se non di più – che non lo conoscono o non ne hanno neppure mai sentito parlare.</p>
<p>Per questo, dato che ieri era il “compleanno” di Bepe Pastrello (è nato il 10 luglio di 107 anni fa), abbiamo deciso di fargli un regalo.</p>
<p>Nei giorni scorsi <strong>decine e decine di opere in possesso di privati sono state consegnate presso lo studio Otium <a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.603039156394757.1073741830.520859971279343&amp;type=1">per essere fotografate e catalogate</a></strong>, con l&#8217;intento di ricostruire, nel tempo, un grande archivio dedicato alla produzione del burattinaio castellano. Inoltre tali opere rivelano la presenza di una produzione artistica di vastissime dimensioni che finora è rimasta nascosta.</p>
<p>La <a href="http://www.bepepastrello.it/raccolta-materiali/">campagna di recupero e raccolta</a> è iniziata mesi fa con il lancio della campagna di sensibilizzazione e oggi continua, così come continua il nostro impegno per riportare alla luce non solo la figura di Bepe Pastrello, ma l&#8217;intera tradizione burattinaia castellana.</p>
<p>Pensiamo che ci siano ancora numerosi materiali e ricordi sparsi tra i cittadini di Castelfranco Veneto, per questo vi chiediamo di diffondere l&#8217;iniziativa a chiunque pensate possa essere in possesso di queste preziose testimonianze.</p>
<p>Oggi anche i più giovani possono conoscere Bepe Pastrello grazie ai ricordi dei più anziani, alle storie raccontate, e grazie alle sue opere che riemergono dai luoghi in cui erano conservate. Stiamo ritessendo la storia di un grande patrimonio artistico ed etnoantropologico della città, costituito, in primo luogo, dalle storie e i personaggi raccontati dallo stesso Pastrello: Arlecchino, Colombina, Sandrone, la strega maledetta e molti altri ancora che <strong>possono accendere la fantasia dei bambini di oggi e domani come hanno infiammato quella dei bambini di ieri</strong>.</p>
<p>Per questo, ancora una volta, buon compleanno (postumo) Bepe!</p>
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		<title>22 anni senza Bepe Pastrello</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Jun 2013 15:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Ogni anno in Italia vengono prodotti 32,5 milioni di tonnellate di rifiuti (dati 2012). Che in ventidue anni fanno 715 milioni di tonnellate, diciamo 700, o forse un po&#8217; meno considerando che la società, col tempo, è diventata sempre più dedita al iper-consumo usa e getta. Tralasciando il fatto che ne vengono riciclati circa 11 [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.bepepastrello.it/22-anni-senza-bepe-pastrello/">22 anni senza Bepe Pastrello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.bepepastrello.it">Bepe Pastrello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni anno in Italia vengono prodotti 32,5 milioni di tonnellate di rifiuti (dati 2012). Che in ventidue anni fanno 715 milioni di tonnellate, diciamo 700, o forse un po&#8217; meno considerando che la società, col tempo, è diventata sempre più dedita al iper-consumo usa e getta.</p>
<p>Tralasciando il fatto che ne vengono riciclati circa 11 milioni all&#8217;anno – ma nel 1993 manco sapevano cosa fosse il riciclo – potremmo chiederci: quanti meravigliosi burattini e quante altre opere avrebbe potuto creare <strong>Bepe Pastrello</strong> in tutti questi anni?</p>
<p>Un sacco.</p>
<p>In ventidue anni possono accadere un sacco di cose. In questo periodo il tasso di obsolescenza degli oggetti che ci circondano è cresciuto vertiginosamente. Siamo passati dal Super Nintendo alla Wii lasciando tempo solo alla nostalgia (mentre la Sega fallisce nel sogno Dreamcast).</p>
<p>Ma probabilmente conserviamo ancora i peluches di quando eravamo bambini. Perché ci sono oggetti che non passeranno mai di moda; <strong>oggetti verso i quali nutriremo sempre una dose di affetto perché riescono a creare un legame con quello che siamo e quello che eravamo</strong>.</p>
<p>Tra questi ci sono sicuramente i burattini di Bepe Pastrello.</p>
<p>«Pastrello non se n’è andato quel 4 giugno di 22 anni fa: lui e i suoi burattini siamo noi nella vita di ogni giorno, nelle passioni e nei conflitti, negli amori e nelle sconfitte, nelle delusioni e nelle emozioni, e soprattutto nei <strong><a href="http://www.bepepastrello.it/il-sogno-di-bepe-pastrello/">sogni</a></strong>», commenta lo storico Giacinto Cecchetto.</p>
<p>Per altri rimangono le sensazioni di allora: l&#8217;odore intenso di sudore, vernice, legno e magia che c&#8217;era dentro il piccolo teatro del burattinaio castellano.</p>
<p>Anche l&#8217;Assessore alla Cultura Giancarlo Saran vuole ricordare. «Giorni fa, presso la sede del Quartiere Verdi, tra le varie iniziative, vi era la premiazione per un concorso di burattini riservato a bambini tra i 5 e i 9 anni. Decine e decine di burattini erano allineati sul tavolo che mostrava il lavoro, la fatica, l&#8217; entusiasmo che aveva unito le brave insegnanti con i loro allievi.</p>
<p>Il riappropriarsi della manualità, dando libero sfogo alla fantasia. Ecco, questa è una delle <strong>grandi eredità che ci vengono lasciate da uomini come Bepe Pastrello per le generazioni che verranno</strong>, rendendo immortale il loro messaggio, il loro lavoro. Un motivo in più, quindi, per perseguire, con un costruttivo lavoro di gruppo, il recupero del molto materiale sino ad ora a noi pervenuto ed opera di un paziente lavoro di restauro, valorizzazione, promozione di conoscenza diffusa.</p>
<p>Secondo Donata Sartor «ci restano dei burattini per ora “addormentati” ma che possono tornare ad essere una delle risorse a disposizione dei cittadini di Castelfranco se viene riannodato il filo di <strong>ricordi, emozioni, esperienze che hanno coinvolto e appassionato molti cittadini</strong> negli anni 50, 60 e 70», mentre Elia Zardo non rinuncia a raccontarci alcuni aneddoti di quando Bepe era ancora in vita.</p>
<p>«Era il 1990 quando, con le classi quarte del progetto di Attività Integrative che curavo nella Scuola Elementare “Masaccio” di Castelfranco Veneto, siamo andati ad intervistare Bepe Pastrello.</p>
<p>Dall’intervista abbiamo ricavato tantissime informazioni che ci sono state utili per l’organizzazione e la realizzazione del nostro teatrino; l’incontro poi è stato significativo per far incontrare ai bambini <strong>un vecchio autentico che aveva tante cose da trasmettere e raccontare</strong>, che apprezzava l’attenzione e l’ascolto perché tanta era la ricchezza di ricordi nitidi e felici della sua travagliata vita.</p>
<p>Una cosa particolarmente sbalorditiva per i bambini era come facesse ad azionare tutta la macchina teatrale da solo, e poi l’ammirazione per come fosse riuscito a dare movimento a occhi e bocca dei suoi burattini e infine, a stupirli ancora, il fatto incredibile che guadagnasse poco… gli esempi della popolarità dei personaggi televisivi lasciavano invece immaginare guadagni straordinari per un mestiere come questo!</p>
<p>Tra le storie costruite per i burattini, che ogni bambino aveva realizzato, c’era anche quella ispirata alla sua vita.</p>
<p>L’avevamo ricavata ascoltando il racconto del Signor Pastrello che ci parlava di come scoprì, da bambino, che gli sarebbe piaciuto fare il burattinaio. Si ricordava benissimo che la prima storia che aveva rappresentato era “La storia dell’acqua miracolosa” e che gli riusciva molto facilmente cambiare la voce e fare quella del diavolo o delle streghe.</p>
<p>L’abbiamo intitolata <em>Un mestier par Bepe</em>.</p>
<p>Noi lo abbiamo invitato ad assistere allo spettacolo, con il dubbio che veramente potesse essere presente, dato che era molto anziano. E Bepe Pastrello, l’11 giugno 1990, era in prima fila a vedere lo spettacolo che gli abbiamo dedicato».</p>
<p>Ventidue anni e innumerevoli ricordi. Di quelli che non passano e che possiamo continuare a condividere per riportare in vita i meravigliosi mondi e le storie create da Bepe Pastrello.</p>
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		<title>La tecnica di Bepe Pastrello</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2013 09:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Coloro che hanno avuto il piacere e la fortuna di vedere Bepe Pastrello all&#8217;opera, descrivono le sue performance come un momento che aveva quasi dell&#8217;incredibile, durante le quali degli esseri inanimati di cartapesta, legno e stoffa prendono vita e iniziano ad agire e a dialogare come fossero dotati di un&#8217;anima e di una propria capacità [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.bepepastrello.it/la-tecnica-di-bepe-pastrello/">La tecnica di Bepe Pastrello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.bepepastrello.it">Bepe Pastrello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Coloro che hanno avuto il piacere e la fortuna di <strong>vedere Bepe Pastrello all&#8217;opera</strong>, descrivono le sue performance come un momento che aveva quasi dell&#8217;incredibile, durante le quali degli esseri inanimati di cartapesta, legno e stoffa prendono vita e iniziano ad agire e a dialogare come fossero dotati di un&#8217;anima e di una propria capacità di intendere e volere. Sicuramente il realismo e la pienezza scenica del teatrino di Pastrello deriva in buona parte dalla sue straordinarie capacità vocali: il burattinaio castellano era in grado di modificare la propria voce, il timbro e l&#8217;intonazione, a seconda dei personaggi che animava, creando un vero e proprio concerto. Ma fondamentali erano anche le capacità motorie dei suoi burattini.</p>
<div class="col4"><img class="alignleft wp-image-741" alt="PRESA_Pastrello" src="http://www.bepepastrello.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/PRESA_Pastrello-378x621.jpg" width="265" height="435" /></div>
<p><strong>La mobilità e la grazia che caratterizzano i burattini di Pastrello sono date anche dal modo in cui vengono animati.</strong><br />
Nella sua tipica pesa l&#8217;indice entra nella testa del fantoccio, il pollice in una manica e il medio nell&#8217;altra; questo rende il burattino mobilissimo, perché lascia alle dita tutta la loro agilità. Pastrello, che era un abile artigiano e un profondo conoscitore dell&#8217;arte dei burattini, ha costruito la struttura interna dei suoi burattini adattandola a questa presa. Le mani di cartapesta, prolungate dal polso, sono fissate a coni di cartone lunghi circa 10 centimetri, nei quali vengono infilati il pollice e il medio. I coni sono stretti alla base da un elastico, così che le dita del burattinaio diventino un tutt&#8217;uno con le mani del burattino.<br />
Tra l&#8217;uomo e il burattino non c&#8217;è la distanza denunciata dai fili della marionetta.<strong> In Pastrello il burattino è diventato un tutt&#8217;uno con la sua mano</strong> ed egli trasmette al fantoccio una vita più diretta, più intima: il minimo movimento dei polsi, delle dita, diviene un gesto preciso; dà mille sfumature al carattere e alla espressione del burattino.</p>
<p>Per maggiori approfondimenti si veda <em>Burattinai e marionettisti a Castelfranco e nella Marca Trevigiana</em>, di Danila Dal Pos (Corbo e Fiore Editori).</p>
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		<title>Educazione e burattini</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Jan 2013 09:13:25 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Nell’anno scolastico 1989/1990 mi sono trovata a dover progettare le Attività Integrative nel Plesso di Scuola Elementare “Masaccio” Zona Ovest del 1° Circolo Didattico di Castelfranco Veneto. Per diversi anni (con la collaborazione di Sergio Trentin) avevo sperimentato la proposta e verificato quanto il Teatro dei Burattini fosse mezzo straordinario di espressione e crescita di [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.bepepastrello.it/educazione-e-burattini/">Educazione e burattini</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.bepepastrello.it">Bepe Pastrello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Nell’anno scolastico 1989/1990 mi sono trovata a dover progettare le Attività Integrative nel Plesso di Scuola Elementare “Masaccio” Zona Ovest del 1° Circolo Didattico di Castelfranco Veneto.</p>
<p style="text-align: left;">Per diversi anni (con la collaborazione di Sergio Trentin) avevo sperimentato la proposta e verificato quanto il <strong>Teatro dei Burattini</strong> fosse mezzo straordinario di espressione e crescita di un gruppo. Negli anni settanta, giovane insegnante che si preparava al concorso magistrale, nella classe della maestra Marcella Dallan Magoga avevo conosciuto Bepe Pastrello. Assieme ai bambini ho imparato anch’io la sua tecnica di costruzione delle teste di cartapesta e poi di realizzazione dei burattini. Mi sembrava una di quelle esperienze importanti che in una scuola attiva e creativa avrebbe dovuto trovare spazio perché avrebbe potuto dare a bambini e ragazzi veri strumenti di maturazione ed espressione personale: il burattino prolungamento della mano diventava una creatura propria, e il dare vita e parola e poi movimento a un personaggio scelto, ideato, plasmato, vestito… era <strong>come uscire da se stessi per recitare e vivere quella parte nascosta, magari inconsueta ed originale, che stava dentro ognuno di loro.</strong></p>
<p>Diventava poi anche un incontro con la tecnica di costruzione dei burattini (dalla carta di giornale strappata, messa a bagno nell’acqua, strizzata, amalgamata con la colla di farina… proprio come Bepe Pastrello aveva insegnato) e con le storie e i problemi legati al rappresentare le scenette nella modalità narrativa del dialogo che nasceva in maniera spontanea dai bambini, ma che doveva trovare accordo e partecipazione, organizzazione dei ruoli, programmazione degli interventi nel confronto con il gruppo.</p>
<p>E ancora la progettazione e la costruzione della baracca, dagli scenari alla colonna sonora…<strong> un progetto insomma per crescere, imparare, divertirsi, costruire e infine incontrare gli altri offrendo un lavoro fatto insieme.</strong></p>
<p>La presenza infine di Beppe Pastrello nella nostra Città, e la possibilità di farlo conoscere e di valorizzarne la figura e l’opera, hanno decisamente orientato la scelta.</p>
<p>Con 2 classi quarte <strong>ho aperto così il laboratorio per realizzare un teatro dei burattini.</strong></p>
<p><div class="col4"><img class="alignleft wp-image-1006" alt="mestier_bepe" src="http://www.bepepastrello.it/wordpress/wp-content/uploads/2013/01/mestier_bepe.jpg" width="250" height="344" /></div>È stata un’esperienza significativa sotto diversi punti di vista, particolarmente pregnante anche perché, due anni dopo, il nostro burattinaio se n’era andato (4 giugno 1991).</p>
<p>13 anni dopo, nel 2003, in occasione della Mostra <em>I burattini di Bepe Pastrello</em> allestita dall’Amministrazione Comunale nella Galleria del Teatro Accademico in ricordo del nostro Maestro Burattinaio, mi ha fatto molto piacere dedicare un piccolo libro a tutti i bambini che hanno partecipato a quel progetto e che oggi hanno 33 anni (!), a Bepe Pastrello perché il suo teatro, la sua voce e la vivacità del suo raccontare rimangano con noi, e infine <strong>alla scuola che può valorizzare le persone di una comunità e renderle protagoniste agli occhi dei bambini trasmettendo conoscenze e abilità che rinsaldano i rapporti tra generazioni e i legami che caratterizzano la cultura di un territorio.</strong></p>
<p>Ai bambini piace ancora, e sempre, fare e imitare quello che vedono fare, a noi adulti il compito di dare gli esempi giusti. Per questo il teatro dei burattini di Bepe Pastrello, la sua vita semplice, ma intensa, di un vero adulto-bambino, è un patrimonio per tutti noi.</p>
<p style="text-align: right;"><strong> Elia Zardo</strong></p>
<p>P.S. L’11 giugno 1999, Bepe Pastrello era tra il folto pubblico, in prima fila, a vedere lo spettacolo che gli abbiamo dedicato. Grazie Bepe!</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bepepastrello.it/educazione-e-burattini/">Educazione e burattini</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.bepepastrello.it">Bepe Pastrello</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Il sogno di Bepe Pastrello</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2013 10:44:32 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[<p>Mi si perdonerà una nota autobiografica, ma non posso dimenticare che esattamente trent’anni fa iniziava il mio personale viaggio nel mondo di Bepe Pastrello, prima con l’allestimento della mostra “Burattinai e marionettisti a Castelfranco e nella Marca Trevigiana” e poi con la prima donazione di burattini nel 1983. In realtà si deve a Danila Dal [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.bepepastrello.it/il-sogno-di-bepe-pastrello/">Il sogno di Bepe Pastrello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.bepepastrello.it">Bepe Pastrello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Mi si perdonerà una nota autobiografica, ma non posso dimenticare che esattamente trent’anni fa iniziava il mio personale viaggio nel mondo di Bepe Pastrello, prima con l’allestimento della mostra <strong>“Burattinai e marionettisti a Castelfranco e nella Marca Trevigiana”</strong> e poi con la prima donazione di burattini nel 1983. In realtà si deve a Danila Dal Pos la consacrazione della figura e dell’arte di Bepe, lei ideatrice e curatrice della mostra ricordata, e nel 1975-76 di una tesi di laurea interamente dedicata a Pastrello, tesi che poi divenne un volume, ancora oggi un documento di riferimento per conoscere il nostro Bepe e con lui i burattinai della terra trevigiana.</p>
<p>Gli incontri con Bepe e con i suoi familiari, dopo la sua scomparsa nel 1991, mi hanno sempre spinto a ricercare una strada che valorizzasse <strong>un patrimonio di memoria e di cultura popolare che non poteva rimanere rinchiuso nelle stanze dei depositi museali.</strong> Ho sempre percepito questo impegno come un’eredità che dovevo portare con me sino a trovare una sua concreta prospettiva.</p>
<p>Nell’ottobre 1991, il figlio Alberto, al quale mi ha legato un’amicizia semplice, ma profonda, donava al Comune un consistente numero di burattini, animali, busti, stampi, piccoli quadri, fondali, gli elementi del teatrino, il banco da lavoro, gli attrezzi e una valigia di cartone, zeppa di copioni, ritagli di giornale e abbozzi di disegni. Nel ringraziare Alberto, l’allora sindaco Giuseppe Celotto scriveva quanto segue: “La cittadinanza di Castelfranco ha per lunghi anni potuto e saputo apprezzare la limpida freschezza espressiva di <strong>Bepe Pastrello, protagonista e geloso custode d’una tradizione culturale popolare che, adulti, ma soprattutto bambini non si sono mai stancati di applaudire</strong>”. A queste parole seguiva una promessa, questa “Per onorare degnamente la memoria di suo padre questa Amministrazione Comunale intende dare realizzazione ad un allestimento d’un percorso tra burattini, busti ed oggetti, da collocarsi nella sezione ragazzi del restaurando complesso ex-Monte di Pietà. Sarà, ritengo, il modo migliore per trasmettere alle giovani generazioni un messaggio culturale che non conosce l’offesa del tempo”.</p>
<p>Le vicende degli anni successivi hanno travolto ogni possibile concretizzazione dell’idea, ma non è mai venuta meno, in chi vi parla, la determinazione nella migliore conservazione e tutela di questo lascito, al punto, alcuni anni or sono, di provvedere, a zero costi, il bombardamento a ioni in un laboratorio mestrino che ha sanificato risolutivamente ogni microorganismo eventualmente presente nella cartapesta, nei tessuti, nel legno, ovvero i materiali più fragili di cui burattini e altri oggetti sono composti.</p>
<p><strong>Pastello certo continuava a vivere negli anni 2000 in varie attività di laboratorio nelle scuole</strong>, ma l’appuntamento con il suo lascito stava lì, quasi come un vincolo morale verso Bepe, Alberto e i familiari. Ci voleva uno scatto di volontà, di energia e di capacità progettuale per una collezione i cui oggetti sono – è bene dirlo chiaramente – oggetti museali a tutto tondo, e per essere più precisi beni etnoantropologici e in quanto tali esigenti attenzioni e rispetto delle normative che si devono ai materiali di museo, nella documentazione fotografica, nel restauro, nell’esposizione temporanea o permanente, nella conservazione in senso ampio.</p>
<p>Baracca &amp; Burattini è stata l’arma pacifica per affrontare e avviare il rispetto del patto stipulato fra la città e la memoria di Bepe e dei suoi familiari. Poi sono nate alleanze formidabili con l’Associazione La Scuola del Fare, LunAzzurra teatro e lo studio Otium. Il sostegno dell’Assessorato alla Cultura ha permesso una eccezionale campagna fotografica, e quasi contestualmente ARCA-CNA ha aperto la prospettiva concreta ad progetto completamente realizzato negli ultimi mesi del 2012: il restauro di un primo gruppo di 8 burattini affidato al laboratorio di restauro di Giordano Passarella, e un corso di introduzione al restauro dei beni culturali, con uno sguardo particolare rivolto alle creazioni di Bepe Pastrello.</p>
<p><strong>Siamo all’inizio e abbiamo bisogno dell’aiuto e del sostegno anche concreto di chiunque voglia accompagnarci in questa splendida avventura.</strong></p>
<p><strong>Non siamo e non vogliamo essere conservatori di memorie, ma ri-creatori di vita grazie a Bepe e ai suoi burattini, perché i suoi burattini siamo noi nella vita di ogni giorno, nelle passioni, nei conflitti, negli amori, nelle delusioni, nei sogni.</strong></p>
<p>Ognuno di noi, sin da bambino e poi per l’intera esistenza, è creatore di memorie, memorie che sono la sostanza della vita di ciascuno di noi. Memorie che possono rigenerarsi e rivivere negli scambi e negli incontri, come un filamento ininterrotto che transita da generazione a generazione. Questo è il senso profondo del nostro incontro con Bepe Pastrello: rivivere con lui e con la sua arte; questo è il senso profondo del nostro progetto che vorremmo fosse di tutta la comunità castellana; questa la volontà che anima tutto quello che stiamo facendo <strong>e, perché no, anche un po’ sognando.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong>Giacinto Cecchetto</strong></p>
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		<title>I burattini vanno a scuola</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 16:49:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>La straordinaria avventura di Mariano Dolci, “Burattinaio Municipale” a Reggio Emilia. Incontro realizzato in collaborazione con Teatro Aenigma (PU), Scuola Sperimentale di Teatro di Animazione Sociale. Con: Mariano Dolci, insegnante e burattinaio &#8212; Giovedì 31 gennaio, ore 17.30 presso il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto</p><p>L'articolo <a href="https://www.bepepastrello.it/i-burattini-vanno-a-scuola/">I burattini vanno a scuola</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.bepepastrello.it">Bepe Pastrello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>La straordinaria avventura di Mariano Dolci, “Burattinaio Municipale” a Reggio Emilia.</p>
<p>Incontro realizzato in collaborazione con Teatro Aenigma (PU), Scuola Sperimentale di Teatro di Animazione Sociale.</p>
<p>Con: Mariano Dolci, insegnante e burattinaio</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Giovedì 31 gennaio, ore 17.30</p>
<p>presso il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto</p>
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		<title>Pastrello e i suoi burattini</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 16:40:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Pastrello e i suoi burattini, testimoni eloquenti di una civiltà teatrale cittadina degna di essere “conservata” e rivissuta nei suoi luoghi e attraverso “nuovi” attori. Danila Dal Pos presenta la figura di Pastrello, il contesto storico, l’arte dei burattini. Con: Danila Dal Pos, architetto e autrice del libro Burattinai e marionettisti a Castelfranco e nella [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.bepepastrello.it/pastrello-e-i-suoi-burattini/">Pastrello e i suoi burattini</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.bepepastrello.it">Bepe Pastrello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Pastrello e i suoi burattini, testimoni eloquenti di una civiltà teatrale cittadina degna di essere “conservata” e rivissuta nei suoi luoghi e attraverso “nuovi” attori.</p>
<p>Danila Dal Pos presenta la figura di Pastrello, il contesto storico, l’arte dei burattini.</p>
<p>Con: Danila Dal Pos, architetto e autrice del libro <em>Burattinai e marionettisti a Castelfranco e nella Marca Trevigiana</em> (Corbo e Fiore Editori)</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Venerdì 11 gennaio 2013, ore 17.30</p>
<p>Presso il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.bepepastrello.it/pastrello-e-i-suoi-burattini/">Pastrello e i suoi burattini</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.bepepastrello.it">Bepe Pastrello</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Memorie di Bepe Pastrello</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2013 16:32:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Presentazione della campagna di sensibilizzazione Bepe Pastrello – L’arte dei burattini a Castelfranco. Progetto pensato per raccontare la figura e l’opera del burattinaio castellano, recuperarne il ricordo e far rivivere i suoi personaggi. Con: Giancarlo Saran, Assessore alla Cultura Giacinto Cecchetto, storico Otium, studio di comunicazione Elia Zardo e Donata Sartor, gruppo di lavoro “Baracca [...]</p><p>L'articolo <a href="https://www.bepepastrello.it/memorie-di-bepe-pastrello/">Memorie di Bepe Pastrello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.bepepastrello.it">Bepe Pastrello</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Presentazione della campagna di sensibilizzazione <em>Bepe Pastrello – L’arte dei burattini a Castelfranco</em>.</p>
<p>Progetto pensato per raccontare la figura e l’opera del burattinaio castellano, recuperarne il ricordo e far rivivere i suoi personaggi.</p>
<p>Con:</p>
<p>Giancarlo Saran, Assessore alla Cultura<br />
Giacinto Cecchetto, storico<br />
Otium, studio di comunicazione<br />
Elia Zardo e Donata Sartor, gruppo di lavoro “Baracca &amp; Burattini”</p>
<p>&#8212;</p>
<p>Giovedì 10 gennaio 2013, ore 20.45</p>
<p>Presso il Teatro Accademico di Castelfranco Veneto</p>
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